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Che Livello!
—giorni alla prossima sessione
Aggiornato il 7 ottobre 2026

Informativa privacy

Questa informativa è scritta per essere letta, non per essere archiviata. Se qualcosa non è chiaro, scrivimi e la riscrivo.

1. Chi tratta i tuoi dati

Il titolare del trattamento è Lorenzo Antonio Moccia, partita IVA 03093230997, Via Marina di Robilant 16, Genova. Contatto per qualunque richiesta: principale@chelivello.it.

Il 6 ottobre 2026 è stata costituita «Che Livello!» S.r.l., con sede in Via Adamo Centurione 13/1, Genova, che gestirà il servizio e diventerà titolare del trattamento appena avrà la propria partita IVA. Fino a quel momento il titolare resta quello indicato qui sopra. Quando il passaggio avviene, questa pagina viene aggiornata e chi ha un account riceve un avviso: non è una formalità, è un cambio di chi risponde dei tuoi dati.

2. Che cosa raccogliamo

  • Il tuo indirizzo email. Serve a mandarti il codice di riconoscimento, a ritrovarlo se lo perdi, e a scriverti del tuo registro.
  • Il codice di riconoscimento e la tua password — il codice è una sigla che comincia con CL-, generata a caso una volta sola: non contiene niente di tuo e non dice niente di te. La password non la conserviamo: ne tiene una traccia cifrata il nostro fornitore di accessi, e da quella traccia non si torna indietro alla password. Non la sappiamo nemmeno noi, e per questo non possiamo dirtela se la dimentichi — se ne imposta un'altra.
  • Il recapito che lasci alla fine del test pubblico — un numero di cellulare, oppure un'email, se decidi di lasciarlo — insieme al risultato di quel test: il livello stimato, le aree in cui hai perso punti, e le due risposte su perché ti serve la certificazione e per quando. Serve a scriverti la risposta che ti è stata promessa, su WhatsApp o per posta, e a nient'altro. Chi fa il test e non lascia un recapito resta anonimo: il punteggio si calcola nel tuo browser e non arriva mai da noi.
  • Le risposte del questionario del percorso di tre mesi o del corso serale, se lo compili: nome e cognome, email, numero di cellulare, fascia d'età, per chi compili (per te o per un figlio), l'obiettivo, il motivo, la scadenza, il livello che dichiari, il tempo che puoi dedicare, le fasce orarie, se sei pronto a partire, chi paga e le note che scrivi. Servono a una cosa sola: ricontattarti su WhatsApp per la chiamata di quindici minuti e capire, prima di qualunque pagamento, se il percorso fa per te. All'email che scrivi arriva subito la guida al metodo in PDF, che la pagina promette in cambio del questionario. Se compili per un figlio minorenne, i recapiti sono i tuoi.
  • Quello che scrivi nel profilo: nome se lo metti, quale esame dai, la data, la città e il centro. Tutto facoltativo tranne l'esame.
  • Quello che produci usando il registro: le risposte del test di livello, i testi che fai correggere, le risposte alle prove, le trascrizioni dei turni di Speaking, e i risultati che ne derivano.
  • Dati tecnici minimi necessari a far funzionare l'accesso e a difendere il servizio dagli abusi.
  • Da dove sei arrivato, se ci sei arrivato da un annuncio: il nome della campagna, non chi sei. Serve a sapere quale annuncio vale la spesa. Resta in questo database, non viene condiviso con nessuno e non ti segue da un sito all'altro.
  • Su quale pagina sei, mentre ci sei. Ogni mezzo minuto il browser dice al sito quale pagina stai guardando, insieme a un codice casuale che vive solo nella memoria di quella scheda: non è un cookie, non viene salvato sul tuo dispositivo, e quando ricarichi la pagina è un codice nuovo. Se sei entrato con l'account, il sito sa che quella scheda è tua. Serve a chi gestisce il sito per vedere chi c'è adesso e su quale pagina — e a capire quali pagine funzionano. Niente indirizzo IP, niente dettagli sul dispositivo oltre a «telefono» o «computer». Queste righe si cancellano da sole dopo un giorno.
  • Gli errori che ripeti, e le frasi in cui li hai fatti. Quando il software ti corregge uno scritto, classifica ogni errore su un elenco chiuso di tipi — «present perfect dove ci vuole il past simple», «preposizione sbagliata» — e tiene il conto di quante volte quel tipo è tornato, con fino a cinque frasi tuecome esempio. Serve a una cosa sola: far sì che la correzione successiva sappia di quelle precedenti, invece di ricominciare ogni volta da capo. Tiene anche quello che ci dici di te (quando hai l'esame, perché ti serve), e quello lo tiene come l'hai detto tu. Lo vedi tutto, riga per riga, in Cosa si ricorda Movijoy, e da lì lo cancelli quando vuoi: la cancellazione è immediata e definitiva. Nessuno all'infuori di te lo legge, e non esce dalla piattaforma.
  • Quello che scrivi nel modulo d'ingresso — se entri da «per studenti» o «per professionisti»: nome e cognome, ultimo titolo di studio, che cosa stai studiando adesso oppure che lavoro fai, a che cosa ti serve l'inglese (lo scrivi tu, con parole tue), e un numero di telefono. Se sei un libero professionista e lo dichiari, anche la tua partita IVA. Servono a preparare il registro per te — il percorso del tuo mestiere è scelto da lì — e a richiamarti se ci chiedi di farlo.
  • I dati della società — se entri da «per aziende»: forma societaria, ragione sociale, partita IVA, numero REA, organo amministrativo e numero di amministratori, numero di dipendenti, che formazione vi serve (lo scrivete voi), e un numero di telefono. Sono i dati con cui si fa un preventivo e una fattura: li chiediamo nel modulo per non doverveli chiedere al telefono. La partita IVA e il REA di una società sono dati pubblici del Registro delle Imprese; il nome e il numero di chi compila no, e quelli li trattiamo come tutti gli altri recapiti di questa pagina.
  • Quello che un'azienda scrive sulle proprie necessità viene mandato ad Anthropic — una volta sola, alla compilazione — per ricavarne un primo orientamento su quale percorso riguardi il caso descritto. Il testo viene elaborato per rispondervi e non viene usato per addestrare i modelli. Se preferite non passare da lì, scriveteci e vi richiamiamo senza compilare il modulo.
  • La registrazione dei consensi — in fondo ai questionari ci sono le due caselle dei consensi: i termini di servizio e le email commerciali. Di ognuna delle due salviamo la tua risposta (anche il no), la data e l'ora, la versione dei documenti in vigore in quel momento e il testo esatto che era scritto accanto alla casella. Non è burocrazia: è l'unico modo di dimostrare che cosa hai accettato, e di non pretendere di aver chiesto una cosa diversa da quella che leggevi.

3. Due cose che NON raccogliamo

La tua voce. Nel Speaking il riconoscimento avviene dentro il tuo browser: viene salvato solo il testo trascritto. Nessuna registrazione audio ci arriva, e non ne conserviamo nessuna. La voce è un dato biometrico, e custodirla per un beneficio che non c'è non ha senso.

I dati della tua carta. Il pagamento avviene interamente su Stripe. Noi riceviamo solo la conferma che è andato a buon fine e un identificativo del cliente: numero, scadenza e codice della carta non passano mai da noi.

4. Perché, e con quale base giuridica

  • Per erogare il servizio che hai chiesto — far funzionare l'accesso, correggere, conservare il tuo registro: base contrattuale (art. 6.1.b GDPR).
  • Per gli obblighi fiscali e contabili legati ai pagamenti: obbligo di legge (art. 6.1.c).
  • Per la sicurezza del servizio — impedire che qualcuno consumi risorse all'infinito o usi il registro per scopi diversi: legittimo interesse (art. 6.1.f).
  • Per vedere chi c'è sul sito adesso — il segnale di presenza descritto al punto 2: legittimo interesse (art. 6.1.f), con il minimo dei dati possibile e un giorno di conservazione. Se non vuoi che il sito sappia su quale pagina sei, puoi bloccare le richieste a /api/presenza con un'estensione del browser: il sito funziona uguale.
  • Per ricontattarti quando lo chiedi tu — il recapito lasciato dopo il test, i questionari del percorso e del corso, la guida al metodo che arriva con il questionario: misure precontrattuali adottate su tua richiesta (art. 6.1.b). La casella con cui chiedi di essere ricontattato non è un consenso al marketing: serve solo a quello, cioè a richiamarti su quella cosa lì. Le email commerciali hanno una casella loro, separata e facoltativa, qui sotto. Non useremo quei recapiti per altro, e se poi non parti li cancelliamo (vedi il punto 6).
  • Per accettare le condizioni del servizio — la casella «Ho letto e accetto i Termini di servizio di Che Livello!» nei questionari: base contrattuale (art. 6.1.b), perché è la conclusione del contratto e non un consenso. Di quell'accettazione conserviamo la data, la versione dei documenti in vigore e il testo esatto che hai spuntato: serve a poter dire, il giorno che qualcuno lo chieda, quali condizioni hai accettato e quando.
  • Per mandarti email su corsi, date d'esame e novità — solo se lo chiedi tu spuntando la casella apposita: consenso (art. 6.1.a). È facoltativo: non spuntarla non ti toglie niente, né l'accesso né una risposta. Si revoca quando vuoi scrivendoci, e la revoca non tocca nient'altro.
  • Per far vedere i tuoi risultati a un insegnante — solo se lo autorizzi: consenso (art. 6.1.a). Come la voce qui sopra, è una cosa che puoi fermare quando vuoi senza perdere il servizio.

Le email commerciali, se le chiedi, le mandiamo noi e riguardano le nostre cose: niente profilazione pubblicitaria, nessun annuncio costruito sul tuo comportamento, nessuna piattaforma pubblicitaria in mezzo. Non vendiamo i tuoi dati e non li cediamo a nessuno per scopi di marketing, in nessun caso.

5. A chi li affidiamo

Per funzionare il sito si appoggia a sei fornitori, tutti nominati responsabili del trattamento:

  • Supabase — il database dove stanno il tuo account e il tuo registro.
  • Vercel — dove gira il sito, e da dove arriva anche il conteggio delle visite. Registra quale pagina è stata aperta, da che paese e con che tipo di dispositivo, e non usa cookie: non ti viene assegnato nessun identificativo che ti segue da un sito all'altro, né da una visita alla successiva. Serve a sapere se questo sito lo trova qualcuno, non a sapere chi sei.
  • Anthropic — il modello che corregge, valuta e genera le prove. I testi che ci mandi vengono elaborati per risponderti e non vengono usati per addestrare i modelli.
  • WhatsApp (Meta) — il canale su cui ti rispondiamo, se hai lasciato il numero; vale la loro informativa. Il numero lo usiamo solo per scriverti.
  • Stripe — i pagamenti.
  • Pexels — l'archivio da cui arrivano le due fotografie della prova di Speaking. Le immagini si caricano dai loro server, che quindi vedono l'indirizzo IP di chi svolge quella prova. Nient'altro.
  • Cloudflare — la verifica anti-bot che compare soltanto nella pagina di accesso. Serve a impedire che qualcuno faccia partire migliaia di email a indirizzi altrui usando il nostro modulo. Non usa cookie e non segue chi naviga: riceve solo i dati tecnici della singola richiesta.

Alcuni di questi fornitori possono trattare dati anche fuori dall'Unione Europea. In quel caso il trasferimento avviene sulla base delle clausole contrattuali tipo approvate dalla Commissione Europea, o di una decisione di adeguatezza.

6. Per quanto tempo

  • Account e registro: finché tieni l'account. Se lo chiudi, cancelliamo tutto entro trenta giorni.
  • Recapiti lasciati dopo il test e questionario del percorso: dodici mesi dall'ultimo contatto, poi si cancellano. Se il percorso parte, i dati passano nel registro e seguono la regola dell'account. Se vuoi che spariscano prima, basta chiederlo: principale@chelivello.it.
  • Moduli d'ingresso: finché tieni l'account, perché è da lì che il registro sa chi sei. Chi compila e non entra mai: ventiquattro mesi, poi si cancella. Per le aziende lo stesso, salvo quello che finisce in un preventivo o in una fattura, che segue la regola dei documenti fiscali.
  • Il consenso alle email commerciali: finché non lo revochi. Appena lo revochi smettiamo di scrivere. Della spunta restano la data, la versione dei documenti di quel giorno e il testo esatto che avevi letto: è la prova che le email partite prima erano legittime. La revoca la registriamo a mano, insieme alla tua richiesta scritta.
  • Il segnale di presenza (su quale pagina sei): un giorno, poi si cancella da solo.
  • Documenti fiscali: dieci anni, perché lo impone la legge, e su quelli la cancellazione non si può chiedere.

7. Decisioni automatiche

Le valutazioni sono prodotte da un modello automatico, ma non producono effetti giuridici né incidono in modo analogo sulla tua persona: sono indicazioni di studio, non voti ufficiali, e non determinano l'accesso a nessun esame o titolo. Se una valutazione ti sembra sbagliata, scrivimi: la guardo io.

8. Cookie

Il sito usa i cookie tecnici necessari a tenerti collegato. Quelli non si possono rifiutare — senza, l'accesso non funziona — e per legge non richiedono il tuo consenso.

Ci sono poi i cookie che puoi rifiutare, e sono quelli degli strumenti con cui misuro la pubblicità: il pixel di Meta (Facebook e Instagram), il pixel di TikTok e Google Tag Manager. Servono a me per sapere quali annunci portano davvero qualcuno sul sito, e fanno sapere a Meta, a TikTok e a Google che hai visitato queste pagine — e, a Meta, se hai inviato il questionario del percorso.

TikTok e Google non vengono caricati finché non rispondi di sì al banner. Se rispondi di no, o se non rispondi, il codice di TikTok e di Google non viene nemmeno scaricato. Il pixel di Meta fa eccezione: è attivo dal caricamento della pagina e manda a Meta la visita. Se rispondi di no al banner, da quel momento non manda più niente e i suoi cookie vengono tolti; per non farlo partire affatto puoi usare un blocco per i tracciatori nel browser. Il sito funziona identico, test compreso: non c'è nessuna parte che si sblocca accettando.

Negli eventi che mando a quegli strumenti non c'è mai la tua email né il tuo nome: sanno che qualcuno ha finito il test o ha fatto correggere uno scritto, non chi.

Puoi cambiare idea quando vuoi con Preferenze cookie, in fondo a ogni pagina. La tua risposta resta valida sei mesi, poi te la richiedo.

C'è un conteggio delle visite, ed è di Vercel — quello descritto al punto 5. Non usa cookie e non ti assegna nessun identificativo: per questo resta fuori dal banner e non c'è niente da accettare. È stato scelto apposta al posto di Google Analytics, che invece un banner lo avrebbe reso obbligatorio.

Se arrivi da un annuncio o da un link con dei parametri di campagna, quei parametri restano nella memoria del tuo browser fino a sette giorni, per poterli scrivere nel profilo se poi ti iscrivi — così sappiamo quale annuncio ha funzionato. Non è un cookie, non ti identifica, non ti segue su altri siti, e viene cancellato appena consegnato. Se non ti iscrivi, scade e sparisce da solo.

Sul test di livello contiamo anche a che punto la gente si ferma — quanti aprono la pagina, quanti cominciano, a quale domanda si interrompono. Serve a capire cosa non funziona in quella schermata. Di ogni passaggio restano due sole cose: il nome della tappa e l'ora. Nessun identificativo, nessun indirizzo IP, niente che permetta di ricostruire chi ha fatto cosa — nemmeno a noi.

L'unico elemento esterno è la verifica anti-bot nella pagina di accesso, che è tecnica e necessaria a proteggere il servizio: non profila e non lascia cookie di tracciamento.

9. Minori

Per iscriversi da soli bisogna avere almeno 14 anni, che è l'età prevista in Italia. Chi ha meno di 14 anni può usare il registro solo con un account creato e gestito da un genitore o da chi ne fa le veci.

Se ti accorgi che un minore di 14 anni si è iscritto da solo, scrivimi: cancello l'account e i dati.

C'è una sola strada perché un minore di 14 anni compaia nel registro di un insegnante, ed è quella descritta qui sotto: lo iscrive una scuola, e la richiesta di autorizzazione arriva a un genitore. Il codice di classe, che è l'altra strada, è sbarrato apposta sotto quell'età.

10. Se ti iscrive una scuola o un insegnante

Un insegnante può chiederti di entrare nella sua classe, in due modi: dandoti un codice che inserisci tu, o iscrivendoti lui con il tuo indirizzo. In entrambi i casi la sostanza è la stessa: finché qualcuno non autorizza, quell'insegnante non vede niente — né il livello, né gli scritti, né il nome, né che l'iscrizione esista.

Se ti iscrive lui, parte un link personale all'indirizzo di chi deve autorizzare: tuo, o di un genitore se hai meno di 14 anni. Quel link vale trenta giorni e si spegne appena qualcuno risponde — anche l'insegnante che l'ha generato non può più rileggerlo. Prima di rispondere si vede per intero il testo di quello che si sta autorizzando, e rifiutare costa un click come accettare.

Autorizzato, l'insegnante vede il livello misurato dal test, i testi che scrivi con le relative correzioni, gli esercizi e le prove svolte con i punteggi. Non può modificarli né cancellarli, e non vede la tua email di accesso al di là di quella che la scuola aveva già.

Si revoca quando vuoi, dal tuo registro alla voce «La mia classe», senza dover spiegare niente a nessuno; se ha autorizzato un genitore, basta scrivermi. Da quel momento l'insegnante smette di vedere. Resta scritto che l'autorizzazione c'è stata e che è stata ritirata, con la data: serve a poter rispondere il giorno che qualcuno chieda chi aveva autorizzato che cosa, ed è la ragione per cui non lo cancelliamo.

11. I tuoi diritti

Puoi chiedere in qualunque momento di vedere i tuoi dati, correggerli, cancellarli, limitarne l'uso, portarli altrove in un formato leggibile, o opporti a un trattamento fondato sul legittimo interesse.

E puoi revocare un consenso quando vuoi (art. 7.3), senza spiegare niente a nessuno: basta scriverci all'indirizzo qui sotto. Non c'è ancora un interruttore, né nel registro né in fondo alle email: finché non c'è, lo facciamo noi a mano e ti rispondiamo quando è fatto. La revoca vale da quel momento in avanti e non rende illegittimo quello che è stato fatto prima.

Basta scrivere a principale@chelivello.it. Rispondo entro trenta giorni.

Se ritieni che qualcosa non vada, puoi rivolgerti al Garante per la protezione dei dati personali.

Le condizioni d'uso del servizio stanno nei termini di servizio.